Presentazione e Degustazione Nazionale di Slow Wine 2026. Sabato 18 ottobre 2025 a Milano
Sabato 18 ottobre 2025 a Milano, presso il Superstudio Maxi di Milano, si è tenuta la Presentazione e Degustazione Nazionale di Slow Wine 2026. Si tratta della più grande degustazione organizzata da una guida dei vini in Italia. Nomi ed Etichette blasonate per il consueto appuntamento con appassionati, addetti ai lavori e giornalisti.
Ecco i premi speciali:
– Premio al Giovane Vignaiolo a Pilar Gritti della cantina Andrea Pilar di Molino Vitelli (Pg), che insieme al fratello Andrea, proseguendo il lavoro dell’azienda fondata dal compianto padre Carlo Massimiliano Gritti e dalla madre Ursula Schindler, ha saputo ritagliarsi uno spazio personale, realizzando vini da monovitigno caratterizzati da grande libertà interpretativa. “L’Umbria del vino – si legge nella motivazione – ha trovato due interpreti capaci di raccontare in modo inedito le potenzialità non ancora del tutto espresse di un territorio prestigioso.”
– Premio alla Carriera a Graziano Prà della cantina Prà di Monteforte d’Alpone (Vr), che “si è battuto contro le logiche di mercato tese a sminuire la qualità del Soave, portando avanti scelte agronomiche controcorrente. Coraggio e rigore hanno ispirato il suo agire anche in cantina: tra i primi a introdurre il tappo a vite, ha tracciato una strada oggi sempre più apprezzata da altri.”
– Premio per l’Accoglienza in cantina a Isabella Carpineti della cantina Marco Carpineti di Cori (Lt), che con il fratello Paolo e il supporto del padre Marco “ha trasformato Cori in una meta enoturistica, grazie a visite in cantina e attività nel territorio, tra cui spicca il tour della Tenuta Antoniana, luogo di selvaggia bellezza, ben oltre l’affascinante vigneto-labirinto. Tutto senza costruire un resort a cinque stelle, ma grazie a uno staff sorridente e a tinte decisamente rosa.”
– Premio per la Viticoltura Sostenibile a Ferdinando Principiano dell’omonima cantina di Monforte d’Alba (Cn), “che in una Langa prospera e sotto i riflettori non ha mai perso di vista i valori più saldi di un’agricoltura rispettosa dell’ambiente, impegnata nella salvaguardia della biodiversità e di un paesaggio agricolo unico. Ha scelto di ridurre drasticamente le dimensioni aziendali per dare piena coerenza alla sua visione, preservando boschi, prati e un piccolo laghetto, rifugio per la fauna locale.”
– Premio alla Novità dell’anno a Bruno De Conciliis della cantina Morigerati di Morigerati (Sa), perché produce “un unico vino da un unico luogo – Morigerati, nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano – da un appezzamento in altura caratterizzato da un’incredibile diversità di suoli, mai coltivato prima, se non a seminativi negli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso. Un progetto recente, con l’eclettico De Conciliis a capo di ‘un’armata brancaleone’ desiderosa di raccontare la souplesse algida e l’intima essenza mediterranea di uno straordinario vitigno qual è il fiano.”
– Premio per la Vitalità del Suolo ad Andrea Dibenedetto della cantina L’Archetipo di Castellaneta (Ta), perché “dopo vent’anni di viticoltura biologica e cinque di conduzione in biodinamica, la famiglia Dibenedetto è approdata all’agricoltura sinergica, raggiungendo un equilibrio e una vitalità del suolo esemplari. La non aratura del terreno e l’inerbimento permanente favoriscono la cooperazione tra le diverse forme di vita all’interno di un ecosistema complesso come il vigneto.”
– Premio Slow Wine Coalition alla Solidarietà a Marco Bechini della cantina Calafata di Lucca, “cooperativa agricola di comunità nata e cresciuta con l’intento di salvare dall’incuria i terreni e ridare dignità a persone fragili. Un progetto virtuoso che ha messo al centro il fattore umano e ha fatto proprie pratiche sostenibili.”
Tra le novità principali della sedicesima edizione della guida, l’inserimento della grammatura del vetro delle bottiglie: un’informazione ora presente per tutti i vini recensiti che – come ha sottolineato il curatore Giancarlo Gariglio – orienta il lettore verso scelte più sostenibili, non solo legate al contenuto. Un passo coerente con il percorso avviato all’ultima Slow Wine Fair, dove la guida Unpacking Wine ha acceso i riflettori sull’impatto ambientale del packaging.
In questa direzione, Slow Wine lancia una call to action rivolta ai produttori di vini fermi, invitandoli a ridurre entro il 2026 il peso medio delle bottiglie da 0,75 l a meno di 450 grammi. Un tema che ha ispirato anche l’incontro “Il futuro è leggero: un momento di confronto e impegno per la sostenibilità”, aperto dagli interventi di Walter Da Riz, direttore di Assovetro, e Federico Varazi, vicepresidente di Slow Food Italia.
L’evento si è concluso con grande degustazione in 480 banchi d’assaggio e più di 900 vini selezionati.